Due anni dalla strage di Suviana: le risposte ancora sott'acqua
09-04-2026 10:42 - Le nostre news
Nell’anniversario del grave incidente di Suviana, centrale idroelettrica di Enel Green Power, vogliamo rinnovare con profondo rispetto e commozione il ricordo dei lavoratori e colleghi che hanno perso la vita in quella tragedia che ha segnato in modo indelebile il nostro Paese e il settore elettrico.
Il 9 aprile resta una ferita aperta per le famiglie delle vittime, per i colleghi, per le comunità coinvolte e per tutte le persone che credono che il lavoro debba essere sempre “luogo” di dignità, tutela e sicurezza, mai di rischio e di morte. Resta una ferita aperta perché a due anni di distanza non si
conoscono le ragioni di un disastro che non ha eguali nella storia degli impianti idroelettrici.
Ricordare Suviana non significa soltanto rendere omaggio a chi non c’è più. Significa anche rinnovare per tutti, non solo per le organizzazioni sindacali, un impegno preciso: quello di non abbassare mai l’attenzione sul tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Ogni tragedia che colpisce il lavoro richiama tutti – istituzioni, imprese, parti sociali – ad una responsabilità concreta e condivisa.
Servono continui investimenti strutturali, in risorse umane, in prevenzione, in formazione, in controlli efficaci ed in un’organizzazione del lavoro “più sicura” che veda per la salute e sicurezza la partecipazione concreta, reale delle lavoratrici e dei lavoratori e, in primis, delle loro rappresentanze:
solo così si potrà far crescere una cultura della sicurezza che diventi patrimonio quotidiano in ogni realtà produttiva.
FILCTEM, FLAEI, UILTEC ribadiscono che la sicurezza sul lavoro deve essere una priorità assoluta di ogni società del settore elettrico, dell’agenda pubblica e del contratto di settore.
Nessun obiettivo produttivo, nessuna urgenza, nessun risparmio può e potrà mai venire prima della vita umana.
Nel ricordare le vittime di Suviana, ci stringiamo alle loro famiglie e confermiamo il nostro impegno a chiedere chiarezza, verità alla Giustizia ed azioni concrete affinché simili tragedie non si ripetano mai più. La memoria deve tradursi in responsabilità.
Il modo più vero per onorare chi ha perso la vita sul lavoro è continuare a battersi, ogni giorno, per un lavoro sicuro, dignitoso e giusto per tutte le lavoratrici e lavoratori.
Il 9 aprile resta una ferita aperta per le famiglie delle vittime, per i colleghi, per le comunità coinvolte e per tutte le persone che credono che il lavoro debba essere sempre “luogo” di dignità, tutela e sicurezza, mai di rischio e di morte. Resta una ferita aperta perché a due anni di distanza non si
conoscono le ragioni di un disastro che non ha eguali nella storia degli impianti idroelettrici.
Ricordare Suviana non significa soltanto rendere omaggio a chi non c’è più. Significa anche rinnovare per tutti, non solo per le organizzazioni sindacali, un impegno preciso: quello di non abbassare mai l’attenzione sul tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Ogni tragedia che colpisce il lavoro richiama tutti – istituzioni, imprese, parti sociali – ad una responsabilità concreta e condivisa.
Servono continui investimenti strutturali, in risorse umane, in prevenzione, in formazione, in controlli efficaci ed in un’organizzazione del lavoro “più sicura” che veda per la salute e sicurezza la partecipazione concreta, reale delle lavoratrici e dei lavoratori e, in primis, delle loro rappresentanze:
solo così si potrà far crescere una cultura della sicurezza che diventi patrimonio quotidiano in ogni realtà produttiva.
FILCTEM, FLAEI, UILTEC ribadiscono che la sicurezza sul lavoro deve essere una priorità assoluta di ogni società del settore elettrico, dell’agenda pubblica e del contratto di settore.
Nessun obiettivo produttivo, nessuna urgenza, nessun risparmio può e potrà mai venire prima della vita umana.
Nel ricordare le vittime di Suviana, ci stringiamo alle loro famiglie e confermiamo il nostro impegno a chiedere chiarezza, verità alla Giustizia ed azioni concrete affinché simili tragedie non si ripetano mai più. La memoria deve tradursi in responsabilità.
Il modo più vero per onorare chi ha perso la vita sul lavoro è continuare a battersi, ogni giorno, per un lavoro sicuro, dignitoso e giusto per tutte le lavoratrici e lavoratori.
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Comunicato
