30 Ottobre 2020
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Attivo Regionale “Un patto a tre per far ripartire il paese”

18-06-2020 14:21 - Le nostre news
Grande partecipazione di delegati oggi all'attivo regionale in modalità video conferenza dedicato al tema di come aiutare il nostro paese per ripartire. Partendo dal documento “Un patto a tre per far ripartire il paese” scritto dopo la riunione della Direzione Nazionale, della FILCTEM CGIL per il rilancio del settore.

Il sindacato ha svolto un ruolo importante in questa emergenza sanitaria. Adesso è necessario sfruttare questa rinnovata centralità per avviare una grande trattativa che coinvolga però, oltre al sindacato e le imprese, anche il governo, perché i nodi da aggredire sono strutturali e solo con la partecipazione di tutti è possibile affrontarli e risolverli.

Il 2021 sarà l'anno di una graduale ripresa ma, se vogliamo immaginare di poterla agganciare, l'Europa deve radicalmente cambiare le sue politiche economiche e sociali e l'Italia, in tal senso, dovrà introdurre quelle riforme strutturali.

Attivo concluso con l'intervento del Segretario Nazionale Marco Falcinelli che ha condiviso e discusso i molti interventi dei compagni e compagne che hanno dato il loro contributo all'attivo con le loro esperienze portando alla luce i problemi e gli sforzi che sono stati in questi mesi di lockdown

Ecco una sintesi degli intervneti di questa giornata:

Roma, 18 Giugno 2020 - ATTIVO REGIONALE - Un patto a tre per far ripartire il Paese

In data odierna s i è svolto un attivo regionale alla presenza del Segretario Nazionale Marco Falcinelli, organizzato dalla Segrdteria Regionale Filctem CGIL di Roma Lazio, avente come oggetto: Un patto a tre per far ripartire il Paese - "Un nuovo Patto per il Paese che necessariamente deve coinvolgere il Governo e le Istituzioni insieme al sistema delle Imprese e alle forze sociali"
Modera gli interventi la compagna Simona Splendorini.
Apre i lavori Alessandro Borioni, Segretario Regionale della Filctem Lazio, che espone una panoramica sulla particolarità della situazione contingente, ossia l’emergenza pandemica nazionale, e come ha impattato sulle nostre vite ed in particolare sulle attività produttive. La modalità online ha sopperito alla forzata mancanza di contatti, il lavoro agile ha sostituito laddove possibile, la presenza in ufficio, molte aziende hanno dovuto ricorrere alla CIG. È stato predisposto pertanto un documento organizzativo per valutare come rimettere in moto il sistema lavoro, ed ora l’obiettivo è di condividere queste idee. Il documento propone risposte agli effetti della crisi del lavoro che si sta prefigurando all’orizzonte a causa dell’emergenza COVID 19. Per evitare questo drammatico rischio occorre un nuovo Patto per il Paese che
necessariamente deve coinvolgere il Governo e le Istituzioni insieme al sistema delle
Imprese e alle forze sociali. In questa fase ognuna delle parti deve fare la propria parte ed assumersi
le responsabilità conseguenti.
Abbiamo preso a modello l’esperienza della crisi del 2008-2009, crisi che abbiamo subito pesantemente, per uscire dall’emergenza attuale in modo migliore. Il declino economico, la cavillosità della burocrazia, la poca competitività, la mancanza di innovazione, i pochi investitori caratterizzano il Paese Italia. Siamo in ritardo sulle reti elettriche, sulla banda larga, l’alta velocità ferroviaria si ferma a Napoli e per questo il sud è vincolato al commercio su gomma , con infrastrutture fatiscenti. Bisogna fare una riflessione sul sistema degli appalti, sulla ricerca e sul chimico farmaceutico, sull’energia, poiché l’accesso difficoltoso al credito, gli ammortizzatori sociali, la burocrazia stanno affossando questi sistemi. In tema di transizione energetica bisogna puntare sulle rinnovabili e decarbonizzazione. Il tema della digitalizzazione - l’industria 4.0 - deve andare avanti, in ottica di risolvere i problemi legati alla burocrazia. La Filctem gioca un ruolo fondamentale, per la sua interlocuzione con queste Aziende, per gli accordi sottoscritti. Precursori e innovatori nelle questioni di rilievo, promotori di un sistema nuovo di contrattazione e politiche industriali. Siamo partiti da forti resistenze sullo strumento dello smart working, abbiamo sostenuto dialoghi interminabili con le Aziende per sostenere questo diritto. Ora bisogna regolamentare questo strumento, senza affidarsi alla “bontà del padrone”, costruendone le regole.

Prosegue Alessio Lionetti, membro del coordinamento regionale della Filctem CGIL. Il compagno espone il tema dell’articolo 177 del codice dei contratti pubblici sulle aziende concessionarie (D. Lgs. n. 50/2016).
La norma impone attualmente ai titolari di concessioni dirette – anche nei servizi di interesse economico generale (gas, elettricità, servizi ambientali) – di esternalizzare l’80% di tutte le attività oggetto della concessione, anche nei casi in cui l’attività venga svolta direttamente tramite proprio personale. In una fase in cui il comparto energetico può assumere un ruolo centrale per la ripresa economica, una simile applicazione metterebbe a rischio i livelli occupazionali, con gravi ripercussioni sulle condizioni dei lavoratori nonché sugli standard di sicurezza e di natura contrattuale ad oggi acquisiti dalle decine di migliaia di lavoratori che operano nelle aziende interessate. Il compagno ci ricorda inoltre gli accordi sottoscritti con ENEL in questi ultimo mesi, volti a normare le attività in sicurezza ai tempi del Covid, ottenuti grazie alla stretta collaborazione delle RLS e RSU e delegati sindacali.

La parola passa a Valeria Di Domenicantonio, che si occupa di Safety in Sogin. La compagna ci illustra il protocollo sottoscritto in Sogin. I comitati creati in questa fase emergenziale devono proseguire le loro attività di verifica e dialogo anche nelle fasi post emergenziali, in modo da porre l’attenzione sulla equità di diritti dei lavoratori, che siano dipendenti delle aziende o dipendenti delle società appaltatrici, poiché la sicurezza deve rimanere un tema centrale.
Interviene Nadia Mazzanti che ci espone un focus sulle lavanderie industriali e il non rispetto dei protocolli. Forte preoccupazione per le gare di appalto destrutturate. Bisogna mettere regioni ,ministero con le spalle al muro mettendoli di fronte a responsabilità per la mala gestione dei dipendenti delle società in appalto.
Interviene Lorenzo Attimonelli, Segretario Generale FILCTEM Roma EVA. Il compagno evidenzia che il metodo del patto a tre da’ un ruolo alle parti sociali dopo una decina di anni di assenza, per cercare di costruire un paese nuovo. Il Sindacato deve avere un ruolo chiave nelle sfide della contrattazione, chiedendo a Confindustria una assunzione di responsabilità.
La parola passa al compagno Claudio Pontieri che ricorda la recente perdita occupazionale per 400mila persone. Vanno trovate soluzioni piu snelle per le regole sull’appalto, cercando modelli in Europa per dare una svolta concreta al rilancio. L’augurio che la ns organizzazione spinga sostenendo la collaborazione tra stato, privati e parti sociali.
Interviene Maria Mora della segreteria regionale. La Compagna sostiene l’urgenza della riforma della pubblica amministrazione, con la sua deburocratizzazione che non deve portare all’annullamento delle regole e della legalità. Esempio lampante è l’istituto della CIG in emergenza Covid che non è stato efficace ed efficiente e non ha portato quindi a sostenere le finanze dei lavoratori che si sono trovati nell’impossibilità di proseguire le loro attività.
Si susseguono interventi dei compagni Mauro Vaccarotti , Pierfrancesco Fighera, Alessandra Catania.
La compagna Catania in particolare pone l’attenzione sul tema delle concessioni idroelettriche, dove è necessario superare i nodi burocratici per rilanciare gli investimenti in questo settore rilevante nell’economia del Paese.
Si procede con gli interventi di Federico Ghezzi, Giuseppe Pizzo, Roberto Gargiullo, Maurizio Menichetti, Franco Compagnoni, Lucia Amorosi, Emanuela Baldini, Caterina Di Fusco, sottolineando la tempestività della stesura del documento suddetto, nell’affrontare tempi di carattere impellente per la ripresa dell’economia nazionale, anche con il supporto della contrattazione di secondo livello, che deve necessariamente ripartire.
La conclusione della sessione è a cura del Segretario Nazionale Marco Falcinelli. Il Segretario ringrazia per gli interventi del segretario Borioni e dei compagni che hanno affrontato i temi principali. Ci spiega il valore del documento Patto a tre, come modello per recuperare il modello relazionale tra le parti. Questo documento rappresenta la posizione storica della CGIL , una attenta analisi sulle debolezze del Paese e proposte per il rilancio. Con le altre OOSS è stato già chiesto ed ottenuto di modulare differentemente l’utilizzo delle ulteriori 9 settimane di CIG, ma si sta ancora facendo una riflessione sulla possibilità di prorogare l’istituto fino a fine 2020. Bisogna ragionare sui contratti di solidarietà.
Nel documento del Governo, emerso a valle degli Stati Generali della task force di Colao, non sono presenti proposte di metodo, non ci sono punti che riguardano gli interventi sulla riforma previdenziale, non viene affrontato il tema del rinnovo dei contratti pubblici, manca il tema della ripartenza delle scuole, non c’è un disegno complessivo di bonifica industriale, non ci sono accenni sulla validità erga omnes dei contratti. Al momento ci sono solo titoli e poco approfondimento.
La posizione della Filctem è che l’art 177 del codice dei contratti pubblici debba essere stralciato dal provvedimento, perché puo’ avere effetti devastanti sul settore. Falcinelli insiste sul fatto che sia arrivato il momento di alzare i toni della discussione, fino ad arrivare allo scontro e alla mobilitazione se necessaria. La mancanza di confronto degli ultimi anni si è sentita. Adesso bisogna capitalizzare la centralità riconquistata nelle discussioni, anche post stato emergenziale. Il rischio è di essere tacciati di essere l’elemento debole del tavolo a tre. Confindustria recentemente parla di democrazia negoziale che determina una condizione per cui prima delle politiche economiche e sociali del governo, venga attivato un confronto con la parti sociali per determinarne gli indirizzi. È bizzarro invece essere frenati dalle lungaggini degli incartamenti governativi. Il documento del Patto a tre è molto attuale, bisogna farlo vivere all’interno delle Aziende, facendo cultura con i nostri delegati.
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