27 Gennaio 2022
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Lavoro ed Energia per una transizione sostenibile

01-12-2021 08:40 - Le nostre news

Dieci punti fermi per far si che la transizione ecologica non viri dal verde al rosso, rivelandosi un bagno di sangue per i lavoratori. È l'obiettivo del documento unitario redatto da Filctem Cgil, Femca e Flaei Cisl, Uiltec Uil e Confindustria energia per fissare le linee guide della decarbonizzazione nel nostro Paese. Insieme ai sindacati, tra i primi a mettere in guardia dai rischi di questo delicato passaggio era stato proprio il ministro Roberto Cingolani che, nel luglio scorso, aveva posto l'accento sul crescente costo dell'energia e sui rischi di perdita di competizione e posti di lavoro.

"Non abbiamo fatto nessun patto sociale, ne un accordo. Non ci sono ragioni di scambio. Abbiamo condiviso uno scenario e scritto un manifesto di proposte su come affrontare la Transizione energetica. Dal Governo ci attendiamo risposte”, così ha dichiarato il segretario generale della Filctem Cgil, Marco Falcinelli, all'iniziativa. “Abbiamo bisogno di una transizione equa e giusta sia dal punto di vista industriale che sociale. Le scelte vanno fatte oggi e dovranno avere protagonisti i lavoratori "

La giornata però non è iniziata nel migliore dei modi a causa della notizia della chiusura degli impianti della Glencore che a Portovesme, in provincia di Carbonia-Iglesias, ha posto in cassa integrazione 400 dipendenti per effetto diretto dell'aumento smisurato del costo dell'energia. A raccontarlo alla platea ci ha pensato Marco Falcinelli, segretario generale della Filctem Cgil che non ha risparmiato critiche sulla gestione della transizione fino a questo momento. "Il giudizio sul Pnrr non può essere positivo – ha detto – perché non affronta il come attraverseremo la transizione energetica e non fornisce alcuna risposta ai lavoratori. Dobbiamo raggiungere gli obiettivi – ha sottolineato – senza ridurre il nostro tessuto industriale a un prato verde". Falcinelli si è soffermato sulle peculiarità di un sistema economico in cui la stragrande maggioranza dei lavoratori sono impiegati in piccole e medie imprese. Una fetta del nostro Paese che non può essere sacrificata sull'altare della transizione ecologica. Il sindacato ha chiesto provvedimenti e risorse certe per colmare, attraverso la ricerca, il gap tecnologico. "L'obiettivo è rendere il nostro Paese in grado di produrre autonomamente gli impianti di energie rinnovabili sfruttando know how e forza lavoro. Nell'ultimo decennio – ha ricordato – ammontano a oltre 250 miliardi di euro i soldi italiani finiti nelle tasche dei grandi gruppi stranieri".

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